Con la Nota Operativa n. 1/2023 avente ad oggetto: “I provvedimenti e gli strumenti atti a prevenire la crisi d’impresa e dell’insolvenza”, la Fondazione Accademia di Ragioneria analizza l’evoluzione della normativa del diritto societario, necessaria a seguito del cambiamento del sistema economico e della revisione sistematica della disciplina concorsuale, con gli obiettivi di: semplificare il complesso quadro normativo in materia societaria; garantire una maggiore certezza del diritto e conseguentemente incentivare l'economia; riformare le procedure da applicare in caso di crisi d’impresa. L’approfondimento riguarda in particolare gli strumenti e le regole indicati dal legislatore per la prevenzione della crisi d’impresa, ossia: il dovere di istituire assetti organizzativi, amministrativi e contabili adeguati alla rilevazione della crisi e la sua efficiente gestione; la previsione del nuovo istituto della composizione negoziata della crisi; i doveri di segnalazione da parte dell’organo di controllo e dei creditori pubblici qualificati nell’ambito di tale procedura.
La Fondazione Accademia di Ragioneria ha pubblicato la Nota Operativa n. 1/2023 avente ad oggetto: “I provvedimenti e gli strumenti atti a prevenire la crisi d’impresa e dell’insolvenza”.
La Fondazione evidenzia come la normativa del diritto societario, negli ultimi anni, abbia subito una profonda evoluzione soprattutto a seguito del cambiamento del sistema economico dovuto principalmente ai seguenti fattori:
- connessione sempre più stringente ai sistemi degli altri paesi Europei e Mondiali;
- l’impatto della pandemia Covid-19;
- la guerra in Ucraina.
Storicamente, con il D. Lgs. n. 6 del 17/01/2003 è stato modificato radicalmente il diritto societario riguardante, principalmente, le società di capitali. Le finalità sono state soprattutto quelle di adeguare il sistema economico italiano a quello degli altri sistemi europei in modo da pervenire ad un’armonizzazione dei modelli italiani con quelli europei e semplificare la normativa del settore.
Con tale riforma è stato anche rivisitato il ruolo degli amministratori e dei sindaci e le loro responsabilità nella gestione e nel controllo delle imprese.
Nell’anno 2019, con il D. Lgs. n. 14 “Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza”, attuativo della Legge n. 155 del 2017, il legislatore ha anche proceduto ad una revisione sistematica della disciplina concorsuale, con gli obiettivi di:
- semplificare il complesso quadro normativo in materia societaria;
- garantire una maggiore certezza del diritto e conseguentemente incentivare l'economia;
- riformare le procedure da applicare in caso di crisi d’impresa.
Con il suddetto intervento, il legislatore ha cercato di superare i molti dubbi interpretativi ai molteplici interventi legislativi.
Con l’impatto della pandemia da Covid-19 e l’avvento della crisi d’impresa sul sistema economico, sono state predisposte una serie di norme che prevedono le modalità per la gestione delle imprese e maggiori responsabilità nei confronti degli organi di amministrazione e controllo per l’esercizio delle loro funzioni nel governo delle imprese.
Il 15 luglio 2022 è entrato in vigore il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza. Lo scopo principale di tale provvedimento è soprattutto quello di salvaguardare:
1) il valore delle imprese;
2) la tutela dei creditori;
3) il sistema economico nel suo complesso.
Gli strumenti e le regole indicati dal legislatore per la prevenzione della crisi d’impresa, in particolare riguardano:
1) il dovere di istituire assetti organizzativi, amministrativi e contabili adeguati alla rilevazione della crisi e la sua efficiente gestione;
2) la previsione del nuovo istituto della composizione negoziata della crisi;
3) i doveri di segnalazione da parte dell’organo di controllo e dei creditori pubblici qualificati nell’ambito di tale procedura.
Il Codice offre una espressa definizione di crisi d’impresa ossia: “Lo stato del debitore che rende probabile l’insolvenza e che si manifesta con l’inadeguatezza dei flussi di cassa prospettici a far fronte alle obbligazioni nei successivi dodici mesi”.
Accanto alla nozione di crisi e insolvenza, il Codice inoltre considera un'altra situazione di difficoltà dell’impresa che si identifica con la condizione di “squilibrio patrimoniale o economico -finanziario che rende probabile la crisi o l'insolvenza” (c.d. precrisi).
La precrisi si caratterizza per la sussistenza di uno squilibrio patrimoniale o economico-finanziario, ma non tale da determinare la mancata copertura delle obbligazioni nei successivi 12 mesi con corrispondenti flussi di cassa.
Tutti gli imprenditori e i creditori, nel corso della composizione negoziata della crisi e delle trattative e dei procedimenti per l’accesso alle procedure, sono tenuti a comportarsi secondo buona fede e correttezza.
Per l’attuazione delle procedure previste dal legislatore per la crisi d’impresa, oltre agli imprenditori, un ruolo essenziale lo svolgono gli amministratori e gli organi di controllo delle imprese.
A partire dal D. Lgs. 14/2019 che ha istituto il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, CCI, ad oggi studi recenti danno come dato inconfutabile l’evoluzione del diritto delle imprese verso un sistema che mira a far emergere tempestivamente all’esterno i “sintomi” della precrisi con la finalità di prevenire e contenerne l’impatto economico sociale.
La Nota operativa analizza quindi nel dettaglio la nuova normativa evidenziandone anche gli aspetti fiscali e approfondendo in particolare il ruolo, che in tale contesto, hanno gli amministratori e i sindaci nelle società di capitale. Un ruolo molto complesso che comporta l’assunzione di rischi sia di natura civile che penale nella governance delle stesse società.
Il Codice della Crisi d’impresa, e modifiche successive, fino al D. Lgs. 83/2022, infatti, hanno specificato nel dettaglio in cosa consistono gli assetti organizzativi, amministrativi e contabili ai fini della tempestiva rilevazione dello stato di precrisi e dell’assunzione di idonee iniziative. La Nota operativa evidenzia che da ciò deriva che la funzione di gestione e controllo delle imprese è divenuta più complessa e sono maggiori le responsabilità su coloro che esercitano i poteri di governance, e sull’organo di controllo (Sindaci e Revisori). Tale responsabilità è avvalorata nel merito, dall’articolo 2407 c.c., il quale dispone che i Sindaci:
- devono adempiere i loro doveri con la professionalità e la diligenza richieste dalla natura dell’incarico;
- sono responsabili della verità delle loro attestazioni;
- devono conservare il segreto sui fatti e sui documenti di cui hanno conoscenza per ragione del loro ufficio.
Essi sono responsabili solidalmente con gli amministratori per fatti o le omissioni di questi, quando il danno non si sarebbe prodotto se avessero vigilato in conformità degli obblighi della loro carica.
A cura della Redazione
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