Lavoro e Previdenza Welfare aziendale

Ricarica elettrica per automobili dei dipendenti: quale trattamento fiscale e previdenziale?

Condividi
Sempre più aziende, oltre a dotarsi di una flotta di automobili elettriche o ibride, stanno via via mettendo a disposizione di clienti, fornitori e lavoratori dipendenti l’utilizzo gratuito di colonnine per la ricarica elettrica delle vetture. Nell’ipotesi della messa a disposizione di questa possibilità a favore di clienti e fornitori, non si pongono problemi di natura fiscale. Dubbi si possono porre quando il beneficio è rivolto ai propri dipendenti. Come regolamentarsi in quest’ultimo caso? Quale deve essere il trattamento fiscale e previdenziale in capo ad essi? L’Agenzia delle Entrate ha fatto chiarezza in materia attraverso l’analisi di un caso pratico.
Il tema del welfare aziendale è sempre molto sensibile e sentito da parte di aziende e lavoratori come strumento per azzerare il cuneo fiscale che grava sui dipendenti e come strumento a costo azienda molto basso. Ma è indubbio che ora più che mai, la messa a disposizione di beni e servizi alla generalità dei lavoratori o a categorie omogenee deve rispondere a esigenze sociali, anche e soprattutto in un’ottica di responsabilità sociale d’impresa. Responsabilità sociale d’impresa che si evidenzia anche dal fatto che sempre più aziende si orientano nella scelta di una flotta aziendale composta di auto elettriche o ibride. Scelta che risulta essere sempre più significativa anche da parte dei lavoratori, con la finalità di ridurre gli impatti ecologici derivanti dall’utilizzo dei carburanti fossili.
Sempre più aziende si orientano nel mettere a disposizione di tutti coloro che necessitano di “carburante green” (clienti, fornitori, lavoratori) l’utilizzo gratuito di colonnine per la ricarica elettrica, molto spesso rifornite di energia dai pannelli solari, pertanto a costo zero.
Mentre nel caso della messa a disposizione a clienti e fornitori, non si pongono problemi di natura fiscale, come regolamentarsi qualora la fornitura sia messa a disposizione dei propri collaboratori? Quale deve essere il trattamento fiscale e previdenziale in capo ai dipendenti che fruiscono di tale beneficio? L’Agenzia delle Entrate, con la risposta a interpello n. 329/2022, ha chiarito che si tratta di un benefit rientrante nella categoria del welfare aziendale esente.

Il caso

La società istante ha fatto della “sostenibilità” una leva strategica di sviluppo, nella convinzione che solo la promozione di una crescita da un punto di vista economico e ambientale, socialmente responsabile, possa creare valore aggiunto duraturo per tutti, lungo tutta la catena di creazione del valore.
Per perseguire questo scopo, la società ha diffuso un’ampia informazione e sensibilizzazione sia nei confronti di clienti e fornitori ma anche dei propri lavoratori. Per questi ultimi, in particolare, ha rinnovato il parco auto aziendale con automezzi elettrici o a tecnologia ibrida.
In questo contesto, l’istante, quale ulteriore modalità di diffusione della mobilità elettrica, vorrebbe riconoscere 6 mesi di ricarica gratuita per i propri lavoratori che acquisteranno auto elettriche entro un certo periodo di tempo. L’energia sarebbe fornita dai propri impianti fotovoltaici o idroelettrici, ovvero, in alternativa, laddove ciò non sia praticabile, stipulando convenzioni con soggetti terzi fornitori delle ricariche, stabilendo ovviamente delle limitazioni (ad esempio, un numero massimo di ricariche effettuabili) al fine di evitare abusi.
Sulla base di tale scenario, la società ha richiesto all’Agenzia delle Entrate di sapere se tale beneficio debba essere assoggettato a tassazione quale reddito di lavoro dipendente o se lo stesso possa essere ricondotto nell'ambito delle iniziative di welfare aziendale escluse da imposizione fiscale, ai sensi dell' Questo simbolo indica la disponibilità del documento su One LAVORO

Clicca il link verde per accedere alla piattaforma
art. 51, comma 2, lett. f), del Questo simbolo indica la disponibilità del documento su One LAVORO

Clicca il link verde per accedere alla piattaforma
TUIR.
Secondo l’istante, tale iniziativa rientra nel welfare aziendale, alla luce del fatto che il servizio viene offerto alla generalità dei dipendenti, come servizio orientato all’educazione sull’uso corretto delle risorse. Fattispecie che rientrerebbe nell’art. 51, comma 2, lett. f), del TUIR, ai sensi del quale non concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendente “l'utilizzazione delle opere e dei servizi riconosciuti dal datore di lavoro volontariamente o in conformità adisposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale” per finalità di educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria o culto, se erogati alla generalità dei dipendenti o a categorie di essi.

Risposta dell’Agenzia delle Entrate

Nel fornire la risposta, l’Agenzia delle Entrate parte dall’analisi del contesto della normativa in materia.
Ricorda, in particolare, che l'art. 51, comma 2, lett. f), del TUIR, esclude dal reddito di lavoro dipendente “l’utilizzazione delle opere e dei servizi riconosciuti dal datore di lavoro volontariamente o in conformità a disposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale offerti alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti per finalità di educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria o culto”.
Per tali beni, ai fini dell’esclusione dal reddito da lavoro dipendente, in deroga al principio generale di omnicomprensività dello stesso, stabilito dall’art. 51, comma 1, del TUIR, è necessario che ricorrano congiuntamente le seguenti condizioni:
- le opere e i servizi devono essere messi a disposizione della generalità dei dipendenti o di categorie di dipendenti;
- le opere e i servizi devono riguardare esclusivamente erogazioni in natura e non erogazioni sostitutive in denaro;
- le opere e i servizi devono perseguire specifiche finalità di educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria o culto, di cui all' Questo simbolo indica la disponibilità del documento su One LAVORO

Clicca il link verde per accedere alla piattaforma
art. 100, comma 1, del Questo simbolo indica la disponibilità del documento su One LAVORO

Clicca il link verde per accedere alla piattaforma
TUIR.
Per quanto riguarda la modalità di offerta, è necessario che tali beni e servizi siano messi a disposizione:
- direttamente dal datore di lavoro;
- da parte di strutture esterne all'azienda, ma, in questo caso, il dipendente deve restare estraneo all’apporto economico che intercorre tra l'azienda e il terzo erogatore del servizio.
Viene prevista espressamente l’ipotesi del rimborso delle eventuali spese sostenute dal lavoratore.
Si ricorda che per fruire dell’integrale deduzione IRES del costo per i beni e servizi prestati nell’ambito del welfare, è necessario che lo stesso sia inserito o regolamentato con contratto o accordo ovvero con regolamento aziendale.
In conclusione, l’Agenzia delle Entrate ritiene che la disposizione del TUIR possa applicarsi al caso in esame, in quanto il benefit è rivolto ai dipendenti allo scopo di promuovere un utilizzo consapevole delle risorse e un comportamento responsabile verso l’ambiente, grazie all'incentivo all'utilizzo di mezzi elettrici invece che inquinanti.
L'Agenzia sottolinea positivamente il fatto che la società, per evitare abusi, ha stabilito un aiuto limitato in termini di importo e di ricariche effettuabili.
Su queste basi, l'Agenzia afferma, dunque, che questo specifico benefit può rientrare nel regime di esclusione dal reddito di lavoro dipendente ex art. 51, comma 2, lett. f), del TUIR, tenuto conto che soddisfa il requisito della finalità educativa previsto dalla norma.

Copyright © - Riproduzione riservata

Per accedere a tutti i contenuti senza limiti abbonati a IPSOA Quotidiano Premium
1 anno € 118,90 (€ 9,90 al mese)
Primi 3 mesi € 19,90 poi € 35,90 ogni 3 mesi
Condividi

Potrebbero interessarti

Notizie e approfondimenti

Podcast

Tutele crescenti e licenziamento per GMO: la Cassazione “vota” la rintegra del lavoratore

Roberto Camera - Esperto di Diritto del Lavoro e curatore del sito www.dottrinalavoro.it

Tempo tuta del lavoratore: va retribuito in busta paga?

Debhorah Di Rosa - Consulente del lavoro in Ragusa

Guide

ISEE: a cosa serve e come si calcola
Debhorah Di Rosa - Consulente del lavoro in Ragusa
Congedi familiari: quali sono, a chi spettano e a quali condizioni
Debhorah Di Rosa - Consulente del lavoro in Ragusa

Novità Editoriali